Diagnosi

La diagnosi di fibromialgia viene effettuata secondo i criteri A.C.R. Questi criteri sono stati elaborati dal Multicenter Criteria Committee dell’ American College of Rheumatology 1990. Possiedono una sensibilità pari all’ 88.4% ed una specificità dell’ 81.1%. La diagnosi di fibromialgia viene posta quando sono soddisfatti entrambi i criteri (1. e 2.).

Sintomi cardinali (diagnostici)

  • Dolorabilità diffusa da almeno tre mesi;
  • Presenza di dolore alla palpazione digitale su almeno 11 dei seguenti 18 “tender points” bilaterali (vedi Figura nell’ultima pagina):
    • Occipitale (inserzione del muscolo omonimo)
    • Cervicale (spazi intertrasversali C5-C7, anteriormente)
    • Trapezio (punto di mezzo del margine superiore)
    • Sovraspinoso (inserzione al margine scapolare mediale)
    • Seconda articolazione costo-condrale (lateralmente)
    • Epicondilo laterale (2 cm distalmente)
    • Gluteo (quadrante supero-esterno, parte anteriore)
    • Grande trocantere (posteriormente all’apofisi)
    • Ginocchio (cuscinetto adiposo mediale presso la rima)

Sintomi correlati a neuropatie e a FMG

Oltre ai sintomi diagnostici i pazienti affetti da fibromialgia possono presentare moltissimi altri sintomi:

Sintomi caratteristici (presenti in oltre il 75% dei pazienti)

  • Disturbi del sonno (sonno notturno superficiale, non ristoratore e sonnolenza durante il giorno)
  • Stanchezza
  • Rigidità mattutina (a volte collo e spalle a volte le gambe, rigidi per almeno 15 minuti)
  • Dolore alla colonna (tratto cervicale e lombo-sacrale, spesso scambiati per sintomi di artrosi)

Sintomi frequenti (tra il 50% e il 75% dei pazienti)

  • Parestesie (sensazione di formicolio alle mani ed ai piedi, sensazione puntoria o di alterazione della sensibilità)
  • Cefalea (a sede frontale o nucale)
  • Colon irritabile
  • Ansia e/o depressione
  • “Urgenza urinaria” (stimolo improvviso e frequente alla minzione)
  • Bruciore urinario
  • Acrocianosi (freddezza estrema delle mani, dei piedi, naso e glutei)
  • Dermografismo (rossore della cute in seguito a sollecitazione pressoria)
  • Dismenorrea (mestruazioni irregolari e dolorose)
  • “Sintomi di secchezza” (scarsità di salivazione, lacrimazione e lubrificazione vaginale, sindrome di Sjögren, sindrome sicca)
  • Difficoltà respiratoria (respiro superficiale ed addominale, sensazione di non poter eseguire un respiro profondo, senso di oppressione al petto)
  • Fenomeno di Raynaud

Sintomi infrequenti (meno del 50% dei pazienti)

  • Cistiti ricorrenti (spesso classificate come cistite interstiziale, urinocoltura spesso negativa)
  • Febbricola, spesso vespertina (la sera)
  • Palpitazioni (cuore in gola)
  • Fitte dolorose alla muscolatura del tronco (fitte intercostali, al torace o addome)
  • Senso di pesantezza al basso ventre (come qualcosa che tira verso il basso)
  • Senso di oppressione alla gola, allo sterno
  • Vertigini
  • “Chiodo coccigeo” (punto molto doloroso al coccige)
  • Bruciore anale (che si irradia nel solco intergluteo, spesso scambiato per ectasie emorroidarie)
  • Bruciore al cavo orale (localizzato o diffuso) (sindrome della bocca urente)
  • Dolorabilità, senso di pesantezza, di “fiacca” o di gonfiore alle gambe (caratteristico dei pazienti con “tender points” localizzati in prevalenza agli arti inferiori)
  • Vestibolodinia (in precedenza definita vestibolite) sensazione variabile da un senso di fastidio ad un forte bruciore nella zona del vestibolo vulvare: zona compresa all’interno delle piccole labbra; sensazione di fitta dolorosa alla penetrazione e dispareunia post-coitale: bruciore dopo il rapporto sessuale, che può durare da un’ora a vari giorni. Spesso viene scambiata per cistite (la cosiddetta cistite post-coitale): non si tratta di una vera cistite batterica ma da uno spasmo doloroso dei muscoli del pavimento pelvico
  • Orticaria
  • Eritema polimorfo – sindrome di Stevens-Johnson