Cosa sono le Neuropatie Cutanee

Le neuropatie periferiche costituiscono delle patologie, a quanto pare, molto diffuse ed eterogenee, vale a dire molto diverse fra loro ed in grado di provocare i sintomi più disparati. Neuropatia significa, letteralmente, “sofferenza di tessuto nervoso”. In sostanza si tratta di flogosi (infiammazioni) soprattutto a carico delle terminazioni nervose cutanee, vale a dire quelle piccole fibre nervose che, normalmente, sono responsabili della sensibilità della nostra cute (tatto, freddo, caldo, vibrazione, ecc.). Tale fibre sembra si infiammino spesso e con molta facilità in tutti i soggetti. Nella maggiorparte delle persone, tuttavia, vengono messi in atto dei meccanismi (cellule e sostanze chimiche) in grado di “spegnere” l’infiammazione. In alcuni soggetti, geneticamente predisposti, questo avviene con difficoltà o non avviene per niente. A causa di una maggiore concentrazione, in questi soggetti, nello spessore della cute, di sostanze pro-infiammatorie (che favoriscono l’infiammazione) e di una scarsa efficacia delle sostanze anti-infiammatorie si crea una specie di circolo vizioso per cui l’infiammazione si auto-mantiene a tempo indefinito. Una neuropatia cutanea provoca la cosiddetta allodinia che significa “dolore per uno stimolo che normalmente non è in grado di provocarlo”.

Spesso le allodinie originano da cicatrici della cute. Quando la pelle viene tagliata, vengono, inevitabilmente, recise anche le fibre nervose che si trovano nello spessore della cute. Queste fibre, che non erano destinate ad essere fibre terminali, presentano, quindi delle terminazioni anomale (una specie di monconi, per intenderci). Tali “monconi nervosi” anomali, intrappolati nella cicatrice, si circondano di una capsula (costituita da mielina, la sostanza che riveste le fibre nervose) e costituiscono i cosiddetti “microneuromi”, strutture che hanno una forte tendenza ad infiammarsi ed a scatenare una allodinia. E’ una esperienza comune a molti soggetti il fatto di sentire fastidio ad una cicatrice, anche di vecchia data, quando cambia il tempo. Oppure, molte persone avvertono bruciore a sfiorare ad es. la cicatrice dell’ombelico o quella dell’appendicectomia. Alcune volte l’ipersensibilità di queste fibre si limita alla cicatrice. Altre volte, sfortunatamente, l’ipersensibilità (o iperalgesia) si espande ad un territorio cutaneo circostante, più o meno esteso, provocando la comparsa di una allodinia (dolore per stimolo anche lieve).

In realtà, quasi sempre, le neuropatie cutanee passano inosservate in quanto la cute, se non viene sollecitata, non è in grado di produrre alcuna sensazione.

Già da tempo è stato dimostrato che il tessuto muscolare sottostante un’area di neuropatia cutanea si presenta costantemente infiammato e contratto. I muscoli in flogosi presentano contratture anche forti e, al contrario della cute, possiedono dei “propriocettori” per cui si fanno sentire molto chiaramente con sintomi dolorosi che vanno da un senso di trafittura, ad un senso di bruciore, di dolore e, a volte, di prurito, di camminamento di insetti o di punture d’ago. Questi sintomi muscolari non vengono quasi mai riconosciuti come sintomi la cui causa parte dalla cute per cui l’attenzione, sia del paziente che del medico, si concentra esclusivamente sul dolore muscolare. Per tale motivo, se il dolore riguarda muscoli dello scheletro (collo, spalle, tronco, gambe), si va, inutilmente, a cercare una causa di tipo traumatico, artrosico, degenerativo, ecc.. Se il dolore è a carico di muscoli addominali si individua la causa in ipotetiche coliti, cistiti, annessiti e così via. In altri casi si sospettano le malattie più strane e più varie per trovare risposta a sintomi dolorosi inspiegabili: è il caso del dolore dell’area perineo-genitale o anale.

Ormai, la comunità scientifica concorda sul fatto che le neuropatie periferiche coinvolgono soprattutto la cute, al punto che, recentissimamente sia per una diagnosi precoce e di certezza, sia per seguire il decorso della malattia si ricorre alla biopsia cutanea. In realtà è possibile dimostrare la presenza di una allodinia molto più semplicemente andando a sollecitare la cute immediatamente al di sopra dell’area dolorosa (per esempio sollevando una plica con due dita): se c’è una allodinia questa manovra provoca dolore. Infatti, nelle allodinie, a causa della infiammazione delle fibre nervose, si ha una alterazione della sensibilità della cute per cui uno stimolo (ad esempio tattile profondo) viene avvertito in modo molto più intenso, fino ad arrivare al dolore. In alcune forme particolarmente gravi si avverte bruciore al semplice sfioramento della cute o delle mucose.

Come già detto, le allodinie sono facilmente diagnosticabili clinicamente sollevando con due dita la pelle del paziente e facendo una plicatura, in pratica un pizzicotto (che normalmente non dovrebbe provocare dolore) e non occorre ricorrere ad indagini sofisticate (come TAC, risonanza magnetica, ecc…). In ogni caso, dopo la biopsia cutanea, viene ritenuta molto significativa per la diagnosi una indagine definita “studio dei potenziali evocati”. Di nessuna importanza, viceversa, l’elettromiografia (EMG) che non valuta le piccole fibre, responsabili di queste patologie, ma i grossi tronchi nervosi. Il sintomo tipico che il paziente avverte sollevando la pelle è un senso di aghi e di punture (legati, per l’appunto ad una sensibilità esasperata delle terminazioni nervose)

Da quanto scritto in precedenza, è ovvio che queste malattie non hanno in nessun modo una causa “psichica” o “psicosomatica” trattandosi, in tutto e per tutto, di vere malattie organiche, fisiche. Tale precisazione, dopo quanto finora esposto, sembrerebbe del tutto superflua ma ho “dovuto” rimarcare ulteriormente tale fatto dal momento che il quesito, quasi quotidianamente, mi viene posto da pazienti ai quali qualche medico poco esperto in materia, ha prospettato tale causa psicologica (spesso addirittura consigliando una terapia con un esperto psicologo).

Moltissimi soggetti presentano una o più aree di allodinia (e corrispondente dolore muscolare spontaneo) sul proprio corpo. A seconda della sede cutanea colpita sono state storicamente classificate alcune allodinie.